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Diete più sane e “sostenibili” – L’insostenibile obesità

Mauro Serafini, Facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agro-Alimentari e Ambientali, Università di Teramo e Consigliere del Direttivo SISA (Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione), ha sottolineato al Convegno l’importanza di adottare una dieta che pensi in un’ottica di salute-uomo e salute-pianeta, due binomi sempre più legati tra loro.

Da un punto di vista ambientale e salutistico, l’aumento esponenziale del consumo di alimenti ultra-processati ha portato ad un incremento generalizzato dell’apporto calorico con regimi nutrizionalmente sbilanciati, responsabili dell’”epidemia” sia dell’obesità, sia delle patologie correlate, che impattano anche sull’ambiente. Per quanto riguarda la nostra salute, ogni volta che consumiamo un pasto ad alto contenuto energetico o sbilanciato dal punto di vista nutrizionale, causiamo nel nostro organismo uno stress post-prandiale, inducendo meccanismi di protezione endogena che coinvolgono il sistema immunitario. Il consumo in eccesso di questi cibi “stressogeni” rappresenta un danno non solo per la salute dell’individuo, ma anche un costo enorme per il Pianeta, date le emissioni di anidride carbonica prodotte lungo la filiera alimentare.

Su queste riflessioni si basa l’innovativo indice per lo Spreco Alimentare Metabolico, basato sulla valutazione dei kg di cibo “sprecato”, i kg in eccesso di una persona in sovrappeso od obesa e il suo impatto ambientale in termini di emissioni di CO2, consumo di acqua e di terreno.

A livello mondiale, la condizione “obesigena” porta a uno spreco di 141 milioni di tonnellate di cibo, di cui oltre 2 milioni di tonnellate riguardano la sola popolazione italiana. Ancora una volta, è dimostrata l’insostenibilità dell’obesità, come condizione dannosa per la salute dell’uomo, ma anche del pianeta.

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