WWF – Per i mufloni dell’Isola del Giglio, dopo lo stop agli abbattimenti, sono cominciate le operazioni di trasferimento

Ogni tanto, una bella notizia.

Il progetto Life “LetsGo Giglio, prevede che la popolazione di mufloni che vive da decenni all’isola del Giglio, introdotta per fini venatori ed estranea all’ambiente naturale protetto, venga rimossa per tutelare la biodiversità autoctona.

Dal momento che l’eradicazione di una popolazione considerata aliena invasiva – come nel caso del muflone nella penisola – prevede anche l’abbattimento diretto, questo ha suscitato un forte movimento di protesta da parte di tanti singoli cittadini e associazioni, al punto che la dirigenza del Parco ha deciso di convocare un tavolo di confronto con LAV (Lega Anti Vivisezione) e WWF allo scopo di individuare possibili alternative all’uccisione degli animali.
È stato così trovato un accordo per sospendere gli abbattimenti, provvedendo ad intensificare gli interventi di cattura e il trasferimento dei mufloni presso i rifugi individuati o messi a disposizione dalle due associazioni.

LAV E WWF avviano l’accoglienza degli animali catturati dal parco e procedono le operazioni di eradicazione dei mufloni residenti all’Isola del Giglio, nel Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano.
I primi animali, catturati e trasportati dall’Ente Parco, hanno trovato accoglienza presso il Centro di Recupero Fauna di Semproniano e i rifugi individuati da LAV e WWF – dove saranno loro garantiti cure e protezione fino a fine vita naturale – e presso altre aree messe a disposizione dai Carabinieri Forestali.

Il controllo delle specie individuate come aliene comporta visioni e sensibilità diverse. In questo caso, grazie anche alla disponibilità del Parco e alle norme che prevedono l’opportunità di considerare metodi non letali nel caso di eradicazioni per fini di conservazione, LAV e WWF hanno accettato di farsi carico del mantenimento degli animali catturati e traslocati a cura del parco presso loro strutture selezionate o messe a disposizione da altre associazioni e dai Carabinieri Forestali, per garantirne la sopravvivenza nelle migliori condizioni possibili.

Le operazioni di cattura sono state avviate e poi intensificate subito dopo la sottoscrizione dell’accordo del 30 Novembre scorso tra LAV con WWF e il parco, che le coordina, in collaborazione con il comando generale dei Carabinieri forestali che gestisce anche il traporto degli animali a destinazione.

Le operazioni continueranno anche nelle prossime settimane, così da garantire la riduzione dell’impatto sul benessere degli animali, lasciando loro tutto il tempo necessario per adattarsi alla nuova situazione prima della prossima primavera.

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