Collezioni curiose

Ruben Cazzola
Dottore in Comunicazione, Media e Pubblicità

Collezióne s. f. [dal lat. collectio-onis, der. di colligĕre «raccogliere». – 1. Raccolta ordinata di oggetti della stessa specie, che abbiano valore o per loro pregio intrinseco o per loro interesse storico o artistico o scientifico o semplicemente per curiosità o piacere personale.

Se pensiamo al collezionismo, tendiamo a concentrarci sulla storia moderna e contemporanea di questo fenomeno e sulle sue connessioni con il mondo dell’arte.

Questa prospettiva però, è limitante e non ci permette di comprendere fino in fondo il valore storico e culturale di una pratica millenaria che è giunta ai giorni nostri.

Le collezioni, nel corso dei secoli, non solo ci hanno mostrato un campione del gusto e della moda del proprio tempo, ma rappresentano, prima di tutto, un fenomeno antropologico.

BREVE STORIA DEL COLLEZIONISMO

I corredi funerari sono tra i più antichi esempi di collezionismo; una pratica antichissima e comune a tutte le civiltà dall’età del rame all’ellenismo, proseguendo via via nei secoli con i romani.

Le collezioni romane erano frutto di bottini di guerra e venivano esposte sia per celebrare una vittoria, ma anche per senso estetico.

I collezionisti, in tutte le fasi storiche, sono da sempre condizionati da due impulsi: se da un lato si tende a raccogliere solo per sé stessi, dall’altro si vuole anche mostrare quanto accumulato come segno del proprio potere.

Nel Medioevo le collezioni erano per lo più legate a motivi religiosi: Reliquie, resti di martiri e oggetti legati alla Passione di Cristo o alla sua vita, iniziarono ad essere accumulati soprattutto lungo le vie dei grandi pellegrinaggi.
Durante il XVI secolo, invece, il collezionismo prese una piega più enciclopedica.

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