Propoli, a difesa della comunità

Le proprietà della propoli e dei flavonoidi (galangina), quali sostanze lenitive del mal di gola in grado, inoltre, di sostenere un qualche effetto antimicrobico (contro Streptococcus species e Stphylococcus species).

Barbara Colzani
Farmacista territoriale, Argegno (Como)

Propoli in greco vuol dire a difesa della città (pro-polis). E in effetti la propoli rappresenta quel materiale resinoso che rinforza l’alveare e lo protegge dall’intrusione di agenti infettivi esterni. Essa riveste le pareti dell’arnia per mantenere l’ambiente il più asettico possibile.

Le api la utilizzano anche per imbalsamare eventuali insetti uccisi all’interno dell’arnia che altrimenti andrebbero incontro ad un processo putrefattivo deleterio per tutto l’alveare. Grazie a queste proprietà, la propoli è sempre stata utilizzata in medicina sin dai tempi più antichi: dagli Egizi per imbalsamare i loro faraoni e dai Romani per medicare le ferite.

La propoli è un prodotto di origine naturale, raccolto dalle api dalle piante, in particolare dai fiori e dalla corteccia, per poi rielaborarlo grazie agli enzimi della propria saliva e depositarlo all’interno delle arnie, insieme alla cera d’api. La propoli presenta delle caratteristiche organolettiche, in termini di colore, aroma e sapore, differenti a seconda del luogo e del periodo di raccolta e della specie della pianta di origine (betulla, pioppo, salice, quercia, frassino, castagno ma anche conifere, come abete e pino, e specie tropicali, come acacia ed eucalipto). La sua composizione chimica è estremamente varia e dipende dalla specie di origine: essa infatti è costituita dal 10-30% da cere, dal 50-55% da resine e balsami, dal 10-15% da oli essenziali e dal 5% da polline.

Questa ricchezza di componenti è alla base delle innumerevoli attività biologiche che si possono attribuire alla propoli:

  • antimicrobica,
  • antiinfiammatoria,
  • anestetica,
  • immunostimolante,
  • antiulcera,
  • epatoprotettiva,
  • antitumorale,
  • cicatrizzante,
  • antiossidante.

L’azione antimicrobica è senza dubbio quella più nota: la propoli è presente in numerose formulazioni in commercio destinate al trattamento di affezioni delle prime vie respiratorie, come mal di gola, e del cavo orale, come afte e gengiviti.

La propoli è utilizzata in preparati ad azione locale, come spray e compresse masticabili, nei quali viene utilizzato l’estratto secco, oppure è possibile trovare anche la tintura madre.

Ma chi sono i responsabili di questo effetto? Sono i flavonoidi, composti organici molto diffusi in natura.

In particolare, la galangina, un flavonolo che è stato oggetto di recenti studi che hanno dimostrato la sua azione batteriostatica o battericida in funzione della dose a cui viene utilizzato. Questi studi hanno dimostrato l’attività antibatterica ad ampio spettro della propoli e in particolare su alcuni ceppi di Stafilococco (S. aureus ) e Streptococco (S. pyogenes ) che sono tra i principali responsabili delle affezioni delle vie aeree superiori.

Allo stesso modo, altri ricercatori ne hanno indagato l’attività antivirale con risultati positivi verso diversi virus, anch’essi coinvolti nelle patologie delle prime vie aeree. Il suo utilizzo è stato consigliato in aggiunta ai comuni antibiotici utilizzati in terapia, con cui ha un effetto sinergico.

Purtroppo, è sempre più diffuso il fenomeno di insorgenze di ceppi batterici resistenti al trattamento con i più comuni antibiotici (come amoxicillina, per esempio): questo fenomeno viene conosciuto come resistenza antibiotica ed è una condizione responsabile del fallimento terapeutico di molte terapie antibiotiche.

La causa di questa resistenza è principalmente l’uso improprio di antibiotici (utilizzati quando non necessari o per tempi inadeguati).
In questo panorama si è proposto l’utilizzo della propoli come alternativa. Questa resistenza antibiotica, infatti, non è stata evidenziata in seguito al trattamento con la propoli, probabilmente grazie alla varietà di componenti attivi che agiscono contemporaneamente su più bersagli coinvolti nella crescita batterica, a differenza della selettività d’azione dell’antibiotico.

Inoltre, la propoli ha anche manifestato un effetto immunostimolante, ovvero si è rivelata capace di aumentare le difese naturali del nostro organismo contro le infezioni.

L’agente infettivo, di fronte al trattamento con propoli, si trova stretto in una morsa tra gli effetti diretti che ne bloccano la crescita e quelli indiretti di potenziamento delle nostre difese.

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