Guarire con il miele anche i nostri amici a 4 zampe

Anna Russo
Medico Veterinario, Libero professionista – Ascoli Piceno

Sono un medico veterinario che si occupa principalmente di piccoli animali domestici, i nostri amici cani e gatti. Sono un medico di base, senza cioè un ramo di specializzazione precisa. Nel corso della mia attività ho potuto riscontrare che è molto importante il lato umano del rapporto con il cliente, che è anche quello più faticoso, dove si cerca di far convergere le differenti variabili: costi/benefici, praticità legata al risultato soddisfacente, considerando l’emotività del soggetto che si ha di fronte e che spesso considera il più importante compagno di vita il simpatico “peloso” che sta sul tuo tavolo da visita.

Il gatto

Mi è capitato di visitare un gatto anziano di una colonia di cui si occupava un pensionato. Il gatto era scomparso da qualche giorno e, ritornato nella colonia, mostrava una grave debilitazione generale: il pensionato riferiva di lamentazioni continue e di cattivo odore dell’animale.

Alla visita clinica si evidenziava febbre, ferite infette alla base della coda che si approfondivano in direzione delle vertebre sacrali, con presenza di bigattini, larve di mosca carnaria, nei tessuti mortificati dalle lesioni.

Il gatto è stato sottoposto a terapia antibiotica e idratazione con fluidi per via endovenosa, è stato anestetizzato per la pulizia chirurgica della zona interessata dalle lesioni, con rimozione delle innumerevoli larve che avevano scavato gallerie nei tessuti vivi del soggetto e di tutto il tessuto necrotico.

Dopo i lavaggi e la disinfezione della zona, rimaneva una vasta area nuda con esposizione dei processi trasversi delle vertebre.

Gatto di colonia, la cura successiva necessitava di medicazioni quotidiane, oltre che della terapia antibiotica. Che fare?

Mi è venuto in aiuto il gatto con la sua buona indole, ma soprattutto mi ha aiutato il miele. Si, il miele. Ho insegnato al cliente come fare le medicazioni: prendere il miele grezzo, non quello pastorizzato; se particolarmente solido, scaldarlo leggermente, per renderlo malleabile e spargerlo sulla zona lesionata della schiena; mettere un collare Elisabetta, per evitare che il gatto si leccasse. Naturalmente il gatto è stato tenuto in un ambiente chiuso e pulito.

Ai primi controlli quotidiani, ho riscontrato da subito una reattività positiva dei tessuti mortificati, nessuna infezione e la formazione di un sano tessuto di granulazione. In sintesi, nell’arco di 7-10 giorni, il tessuto perso si è riformato per seconda intenzione, si è formata un’escara asettica, che poi è caduta lasciando una pelle rosea. In due settimane il gatto è completamente guarito e ha riacquistato la sua libertà, anche se più spesso a casa del pensionato, che fuori.

Il cane

Altro caso, un barboncino di 18 anni, che tentava di rubare il cibo al giovane “fratello” chow-chow, che lo ha morso all’altezza della spalla, causandogli profonde ferite lacero-contuse.

Verificato lo stato di salute del paziente, ho provveduto alla pulizia chirurgica della parte, con detersione e disinfezione della zona.

è stata impostata una terapia generale antibiotica e locale con il miele, che permetteva al proprietario, dopo la successiva visita di controllo, di non venirmi a trovare quotidianamente per le medicazioni del caso.

Anche in questo soggetto particolarmente anziano, il successo della terapia con il miele è andato oltre le più rosee aspettative.

Il miele è un “farmaco” eccellente

Mantiene asettici i tessuti mortificati che facilmente vanno incontro ad infezioni, favorisce la formazione di tessuto di granulazione, con la presenza di nuova vascolarizzazione e la riepitelizzazione della parte interessata. Tutte caratteristiche che sono state studiate e verificate scientificamente. Il miele è un prodotto di facile reperibilità, che consente in questi casi di ovviare a lunghe e costose terapie.

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