IL WWF ALLE NAZIONI UNITE: L’ALLEVAMENTO ESTENSIVO COME STRATEGIA DI CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ

Il WWF partecipa al pre-Summit delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari

La pratica del pastoralismo, che interessa il 25% della superficie terrestre emersa nel mondo, è un autentico valore legato alle culture locali.

Secondo il WWF, ”l’allevamento estensivo è una delle soluzioni, perché consente di tutelare il benessere animale, la biodiversità degli habitat e dà voce e continuità a culture e tradizioni locali, adottando una soluzione socio-ecologica ai problemi di salute globale.

Il WWF rilancia il proprio manifesto Food4Future per ricordarci che il futuro nostro e del Pianeta dipendono dalle scelte che facciamo a tavola oggi.

La pastorizia, come modello di allevamento che implica la presenza umana quasi costante con le greggi e le mandrie al pascolo, utilizza in modo prevalente praterie naturali, o seminaturali come fonte di foraggio.
I sistemi pastorali, diffusi in molte parti del mondo, sono spesso legati a specifiche società tradizionali e popolazioni indigene.
Si stima che la produzione da zootecnia estensiva al pascolo sia praticata sul 25% della superficie terrestre emersa.

La pastorizia ha anche un ruolo importante nella conservazione della biodiversità. Nell’Unione europea alcuni habitat, classificati come prioritari, dipendono direttamente dal mantenimento di un carico sostenibile di pascolo degli animali: quasi il 20% degli habitat seminaturali di interesse comunitario è gravemente minacciato dalla riduzione della pratica del pascolo. In assenza delle tradizionali attività pastorali, si sviluppano nuclei arbustivi, viceversa, in presenza di un carico eccessivo di bestiame, si assiste a fenomeni di erosione e perdita di biodiversità. Il pascolo ha anche un ruolo importante nell’incrementare il contenuto di carbonio organico nel suolo e nell’alimentare fauna e flora del suolo e tutta la catena alimentare che ne deriva.

D’altro canto, l’esposizione degli animali ai rischi naturali (tra cui la presenza di predatori naturali), oltre ad altri svantaggi diversi, rende più difficile la sopravvivenza della pastorizia, che peraltro compete con carne a bassissimo prezzo proveniente dagli allevamenti intensivi.

La raccomandazione principale per i consumatori che scelgono di includere carne nella propria dieta, è di acquistarla da allevamenti estensivi, meglio se è carne certificata biologica.

La sostenibilità economica delle aziende zootecniche estensive, soprattutto in aree marginali e montane, può essere sostenuta anche attraverso la diversificazione delle attività. Alcune attività complementari come l’agriturismo, la trasformazione dei prodotti o la vendita diretta, possono garantire un aumento del margine di guadagno delle aziende. È opportuno offrire un maggiore sostegno a queste realtà.

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