La supplementazione con vitamina D potrebbe ridurre il rischio di influenza e di infezione e morte da COVID-19

Il mondo è in preda alla pandemia di COVID-19. Oltre alla quarantena sono disperatamente necessarie misure di sanità pubblica in grado di ridurre il rischio di infezione e morte.

Questo articolo esamina: i ruoli della vitamina D nel ridurre il rischio di infezioni del tratto respiratorio, la conoscenza dell’epidemiologia dell’influenza e del COVID-19 e come l’integrazione con vitamina D potrebbe essere una misura utile per ridurre il rischio.

La vitamina D può ridurre il rischio di infezioni attraverso diversi meccanismi.

Tali meccanismi includono:

  • l’induzione di catelicidine e defensine che possono abbassare i tassi di replicazione virale e ridurre le concentrazioni di citochine pro-infiammatorie responsabili della polmonite,
  • l’aumento delle concentrazioni di citochine anti-infiammatorie.

Diversi studi osservazionali e clinici hanno riportato che l’integrazione con vitamina D riduce il rischio di influenza, mentre altri non hanno evidenziato ciò.
Le prove a sostegno del ruolo della vitamina D nella riduzione del rischio di COVID-19 comprendono:

  • l’epidemia si è verificata in inverno, un momento in cui le concentrazioni di 25-idrossivitamina D (25 (OH) D) sono più basse;
  • il numero di casi nell’emisfero australe verso la fine dell’estate è stato basso;
  • si è scoperto che la carenza di vitamina D contribuisce alla sindrome da distress respiratorio acuto;
  • i tassi di mortalità/caso aumentano con l’età e con la comorbidità delle malattie croniche, entrambe associate a una concentrazione più bassa di 25 (OH) D.

Per ridurre il rischio di infezione, si raccomanda alle persone a rischio di influenza e/o COVID-19 di prendere in considerazione 10.000 UI/die di vitamina D3 per alcune settimane per aumentare rapidamente le concentrazioni di 25 (OH) D, seguite da 5000 UI/die. L’obiettivo dovrebbe essere quello di aumentare le concentrazioni di 25 (OH) D oltre 40-60 ng/mL (100-150 nmol/L). Per il trattamento di persone che vengono infettate con COVID-19, potrebbero essere utili dosi più elevate di vitamina D3. Per valutare queste raccomandazioni dovrebbero essere condotti studi randomizzati controllati e studi su ampia popolazione.


Fonte:
William B Grant, Henry Lahore, Sharon L McDonnell, Carole A Baggerly, Christine B French, Jennifer L Aliano, Harjit P Bhattoa. 
Evidence That Vitamin D Supplementation Could Reduce Risk of Influenza and COVID-19 Infections and Deaths. Nutrients. 2020 Apr 2;12(4):988.

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