Dillo al Doc: AstraZeneca, piede piatto, un piccolo in ansia

Con l’ultimo numero di Salutepertutti.it, è nata la nuova rubrica “Consigli DOC”, nella quale i nostri lettori possono scriverci i loro dubbi per essere guidati ad acquisire le informazioni utili a compiere scelte più consapevoli sui loro problemi e ad intraprendere azioni volte a proteggere e promuovere la propria salute e benessere.
Aspettiamo le vostre e-mail a questo indirizzo: info@salutepertutti.it

Paura del vaccino AstraZeneca

Sono Vittoria e ho 61 anni. Mi hanno detto che mi somministreranno, quando mi toccherà, il vaccino Astrazeneca, ma sinceramente ho paura per il problema dei coaguli di sangue che ha portato. Il mio medico mi ha detto che non devo preoccuparmi. Io sono lievemente ipertesa, soffro di emorroidi e di tiroidite di Hashimoto, ho il colesterolo alto, ma non rientro nei pazienti fragili. Mio figlio mi consiglia di rifiutare Astrazeneca ed aspettare, mia figlia invece ci tiene che mi vaccini al più presto perché così potrò continuare ad occuparmi senza problemi dei nipoti date le riaperture, in primis delle scuole. Cosa mi consiglia? Magari fare degli esami prima per vedere se ho anticorpi per il Covid o problemi di coagulazione? O assumere qualche farmaco anti-coagulante prima della vaccinazione per stare più tranquilla?


L’anti-Covid di Astrazeneca (Vaxzevria) è un buon vaccino, protettivo e sicuro, io le consiglio di accettarlo. Per i casi tromboembolici che si possono verificare (definiti “trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino”, VITT), nella nuova scheda tecnica si raccomanda ai vaccinati di segnalare immediatamente al medico sintomi ascrivibili a disturbi coagulativi da 4 a 16 giorni dalla vaccinazione, soprattutto se persistenti: affanno, dolori al petto o all’addome, gonfiore o freddo a braccia o gambe, mal di testa grave e insistente o visione offuscata, sanguinamento anomalo, petecchie, ecchimosi. La reazione non è prevedibile attraverso uno screening di laboratorio. Né è consigliato alcun farmaco preventivo.


Piede piatto

Sono mamma di una splendida bambina di 17 mesi, precoce e intelligente. Ma mia madre si preoccupa troppo per i piedini che sono proprio piatti. La pediatra dice invece che è normale fino ai tre anni e io non so se sia meglio portarla da un ortopedico.

Ha ragione la pediatra, l’arco plantare si forma dopo i due anni. Il primo anno in cui i bambini camminano, i piedini si appiattiscono sotto il peso del corpo, data la flessibilità dei legamenti e delle articolazioni e lo scarso sviluppo dei muscoli di sostegno. Inoltre, l’arco è coperto dal cuscinetto di grasso plantare che dà l’impressione che il piedino sia più “paffuto”. Può provare a farla mettere sulle punte e vedrà che l’archetto si delinea. Comunque la situazione migliora col rinforzo dei muscoli e quindi camminando tanto come è nella natura vivace dei piccoli. Solo in caso di dolore e difficoltà nel movimento si deve pensare a un fatto patologico.


Un piccolo con ansia da separazione

Ho il problema di mio figlio, Mario, il terzo, che anche se ormai ha quasi quattro anni non vuole mai separarsi da me, sono pianti e strilli appena non mi vede. Eppure è un bambino intelligente, parla, ma è diventato ossessivo, anche la notte pretende di dormire con me. Ovviamente la pandemia non ha aiutato!

Si tratta di ansia da separazione. Quando sono neonati, questo meccanismo istintivo permette l’attaccamento madre-bambino, poi pian piano il piccolo prende sicurezza dell’amore e della cura materni e diventa consapevole che non mancheranno anche se lei non è sempre fisicamente presente. Nel vostro caso, dovreste lavorare sugli elementi di ansia e stress familiari che non fanno sentire sicuro il piccolo Mario. Il più delle volte, i bambini esprimono con i loro comportamenti il disagio dei genitori e della famiglia. Gli danno una forma e vi permettono di indagarli.

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