Dillo al DOC: Il vaccino anti-pertosse in gravidanza e lo svezzamento

Con l’ultimo numero di Salutepertutti.it, è nata la nuova rubrica “Consigli DOC”, nella quale i nostri lettori possono scriverci i loro dubbi per essere guidati ad acquisire le informazioni utili a compiere scelte più consapevoli sui loro problemi e ad intraprendere azioni volte a proteggere e promuovere la propria salute e benessere.
Aspettiamo le vostre e-mail a questo indirizzo: info@salutepertutti.it

Il vaccino anti-pertosse

Sono Giulia e sto aspettando la mia prima bimba, si chiamerà Gaia. Il ginecologo mi ha proposto di fare il vaccino per la pertosse ma non mi sento sicura. Ho un po’ paura sinceramente.

Il vaccino contro la pertosse in gravidanza è fortemente raccomandato, al terzo trimestre, idealmente intorno alla 28a settimana, al fine di produrre anticorpi che passino attraverso la placenta e proteggano il nascituro. Si esegue il trivalente difto-tetano-pertosse che si è dimostrato sicuro sia per la donna sia per il feto. Va fatto ad ogni gravidanza, anche se la donna sia già stata vaccinata o abbia avuto la pertosse. E’ importante perché la pertosse contratta dal neonato può essere molto grave e la fonte di infezione è frequentemente la madre.

Svezzamento

Sono una mamma alle prese con lo svezzamento del mio piccolo. Sono incerta se sia meglio ricorrere ai preparati del commercio o alle cose preparate in casa. Penso che l’industria sia più controllata ma le cose che faccio io più sane e non so decidere.

Il concetto che tutto ciò che è “naturale” sia sinonimo di “sano” è molto diffuso ma non è affatto automatico. Gli alimenti per l’infanzia sono protetti da una legislazione di controllo molto più restrittiva rispetto ai prodotti destinati alla grande distribuzione (i limiti di tolleranza dei tossici ad esempio sono almeno 10 volte più bassi) e quindi rappresentano una garanzia ulteriore, ma se si sceglie l’alimentazione di preparazione casalinga si opterà per i prodotti di massima qualità, tenendo conto la particolare suscettibilità dell’organismo del bambino a inquinanti e contaminanti ambientali e alimentari e le ancora immature capacità di difendersene di fegato e rene.

Tonsillite streptococcica

Il mio bambino di 6 anni ha avuto appena riaperte le scuole dopo un anno di didattica a distanza un episodio di tonsillite purulenta, la pediatra mi ha fatto eseguire il tampone faringeo ed è risultato positivo per SBEA, abbiamo fatto 10 giorni di terapia antibiotica e ripetuto il tampone che è ancora positivo. Sono preoccupata. Devo controllare il TAS? Posso inoltre rimandarlo a scuola?

Avete fatto tutto bene. La terapia antibiotica iniziata entro 9 giorni dall’esordio dei sintomi è efficace. Dopo 10 giorni di cura antibiotica il bambino se ancora positivo deve essere considerato portatore asintomatico. Lo stato di portatore può persistere per mesi e non comporta rischio di sviluppare la malattia reumatica (la complicazione più temuta dello Streptococco beta emolitico di gruppo A) o di trasmettere il germe. Quindi può andare tranquillamente a scuola. Il TAS non serve dosarlo, non è indice di infezione recente e non dà nessuna informazione ai fini del trattamento.

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