Consigli DOC: Profilassi delle vie urinarie e la possibilità di contrarre il COVID tra prima e seconda dose

Con la rubrica “Consigli DOC”, i nostri lettori possono scriverci i loro dubbi per essere guidati ad acquisire le informazioni utili a compiere scelte più consapevoli sui loro problemi e ad intraprendere azioni volte a proteggere e promuovere la propria salute e benessere.
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Profilassi delle infezioni delle vie urinarie

Al mio bambino di nove mesi in seguito a una febbre alta persistente senza sintomi è stata diagnosticata in ospedale una pielonefrite e in seguito è stato appurato che ciò era scaturito da un reflusso vescico-ureterale. L’ospedale però non mi ha dato nessuna profilassi antibiotica mentre una parente che ha avuto il bambino, ormai oggi un ragazzone in piena salute, con questo problema lo ha risolto con la profilassi per molti mesi, spiegandomi che se avesse nuove infezioni può avere un danno al rene.

Effettivamente oggi, a differenza del passato, non si raccomanda più la profilassi antibiotica in presenza di un reflusso vescico-ureterale, in quanto è stato dimostrato che non ha alcuna efficacia nel prevenire il danno renale, oltre ad aumentare i rischi di antibiotico-resistenza. E’ importante solo la diagnosi precoce di infezione eseguendo in caso di febbre senza sintomi o malessere, inappetenza, vomito, uno stick sulle urine per ricercare la presenza di microematuria, piuria e nitriti.

Contrarre il COVID tra la prima e seconda dose di vaccino

Mio figlio, 12 anni, ha fatto la prima dose di vaccino Moderna e non ha avuto nessun effetto collaterale. Dopo 15 giorni, ha avuto contatto con una mia zia che non si è vaccinata perché molto allergica e che il giorno dopo ha manifestato febbre, tosse e forte muco. Ha fatto subito il tampone che è risultato positivo. Purtroppo dopo cinque giorni anche mio figlio è positivo, asintomatico. Cosa faccio ora con la seconda dose?

Una apposita circolare del Ministero della Salute chiarisce che in casi come quello di suo figlio, in cui l’infezione è contratta dopo 14 giorni dalla prima dose, non serve sottoporsi alla seconda dose, in quanto l’infezione è equivalente al richiamo del vaccino. Invece se ci si contagia entro 14 giorni dalla prima dose di vaccino sarà necessario effettuare la seconda entro i sei mesi dalla data del primo test molecolare positivo.

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