Consigli DOC: Tatuaggi all’hennè

Chi è Carlo Alfaro.
Nato a Sant’Agnello (Napoli), vive a Sorrento. Pediatra, ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso l’Ospedale De Luca Rossano di Vico Equense.
E’ consigliere nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza. Appassionato di divulgazione scientifica e culturale, dal 2015 è giornalista pubblicista.

Essendo contraria ai tatuaggi permanenti ho sempre preferito quelli all’hennè e vorrei farli anche alle mie ragazze adolescenti, ma qualcuno mi dice che sono nocivi, è vero?

Il tatuaggio temporaneo con l’Henné, tintura di origine vegetale molto usata dai popoli asiatici e del Nord Africa, è diffuso anche da noi, soprattutto in estate e nei giovanissimi.
In realtà gli studi hanno trovato che la sostanza “para-fenilendiammina”, utilizzata nella tintura per ottenere un colore più scuro e duraturo, può indurre sensibilizzazione cutanea, con manifestazioni di dermatite allergica da contatto (prurito, eritemi, vescicole e bolle, orticaria) e persino reazioni sistemiche (linfoadenopatie, febbre). Può anche derivarne un’ipopigmentazione persistente.

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