Al di là dei falsi miti: I maschi e i disturbi alimentari

Sebastiano Ruzza
Autore di “Corri corvo corri“, libro autobiografico sul tema dell’anoressia maschile.

Quando ci si accosta al mondo dei disturbi alimentari e della nutrizione (DAN) il rischio è quello di ricondurre tutto al corpo, dimenticando l’importanza della psiche. La stessa definizione di “disturbo alimentare” trae in qualche modo in inganno, in quanto l’errata alimentazione e il rapporto conflittuale con l’atto del nutrirsi e con la corporeità sono la manifestazione e non la radice del problema.

Ancora più difficoltà si riscontrano nel momento in cui è un maschio ad ammalarsi:  non è insolito infatti che i sintomi del paziente vengano ricondotti ad altre patologie, per lo più di natura organica, respingendo da principio la possibilità che i disturbi alimentari possano riguardare anche la sfera maschile. Basti pensare che è soltanto da pochi anni, cioè dalla pubblicazione nel maggio 2013 della quinta edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5) da parte dell’American Psychiatric Association, che dai criteri diagnostici dell’anoressia è stato rimosso quello dell’amenorrea, il quale di fatto escludeva, oltre che le donne in menopausa o in fase pre-menarcale, l’intera popolazione maschile.

Secondo il Ministero della Salute, su un totale di circa 3 milioni di malati in Italia, è circa 1 uomo su 4 donne a soffrire di disturbi alimentari, tuttavia è prevedibile che sia molto più alto il numero di coloro che soffrono di queste patologie e di cui non siamo a conoscenza.

I soggetti di sesso maschile affetti da disturbi alimentari presentano una sintomatologia molto simile a quella del sesso femminile, se non addirittura più grave.

In particolar modo, nei casi di anoressia, i maschi presentano un’altissima co-morbidità con depressione, disturbi di personalità, abuso di sostanze stupefacenti e di alcool: si tratta di soggetti dotati di una sensibilità estrema, che li porta ad avere bassa autostima ed a vivere continui sensi di colpa, oltre che a sviluppare pensieri autolesivi e suicidari.

Per arginare l’epidemia dei DAN, un ruolo fondamentale è svolto dalle Associazioni che quotidianamente, in continuo contatto con le ASL del territorio e con i professionisti del settore, sfruttano tutti i canali a loro disposizione per fare prevenzione. In tal senso nel 2012 l’Associazione Mi Nutro di Vita (una realtà composta da persone che hanno vissuto la malattia sulla loro pelle o in qualità di familiari, e che in modo volontario contribuiscono ad un percorso di divulgazione e condivisione) ha istituto la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla per la lotta e prevenzione ai disturbi alimentari, che ricorre ogni 15 Marzo ed è promossa in tutta Italia, con sempre maggiori adesioni, attraverso presentazioni, convegni ed eventi di sensibilizzazione.

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