Consigli DOC: L’Effetto Mozart, la scuola e il COVID

Con la rubrica “Consigli DOC”, i nostri lettori possono scriverci i loro dubbi per essere guidati ad acquisire le informazioni utili a compiere scelte più consapevoli sui loro problemi e ad intraprendere azioni volte a proteggere e promuovere la propria salute e benessere.
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Effetto Mozart

Amo far ascoltare la musica ai miei bambini, sin da quando erano in pancia. Ho sentito dire che esiste l’effetto Mozart per cui ascoltare questo compositore fa addirittura bene al loro cervello.

La teoria dell’effetto Mozart fu sviluppata nel 1993 da alcuni ricercatori che trovarono che l’ascolto della Sonata in re maggiore per due pianoforti (KV 448) di Wolfgang Amadeus Mozart era in grado di provocare un temporaneo aumento delle capacità cognitive. Questa ipotesi è stata poi confermata da altre ricerche che hanno utilizzato il potere della musica per favorire memoria, consapevolezza, umore e creatività e combattere stress, depressione, ansia, insonnia, dislessia, deficit di attenzione, autismo. In realtà i benefici sono estensibili a qualsiasi forma di musica che sia capace di stimolare il cervello in modo positivo.

Un recente studio americano pubblicato su Scientific Reports ha rilanciato l’effetto Mozart trovando che ascoltare almeno 30 secondi della famosa sonata riduce le scariche epilettiformi nell’epilessia resistente ai farmaci. La sonata K448 è stato l’unico pezzo che ha mostrato una significativa riduzione dell’attività elettrica epilettica tra tutti gli stimoli musicali inclusi nello studio. Un altro studio, italiano, dell’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste, pubblicato su Journal American Medical Association, ha trovato che ascoltare Mozart riduce l’agitazione e il dolore al risveglio dei bambini che hanno subito un’operazione di adenotonsillectomia.

Scuola e Covid

Ho un bambino di 8 di anni e una ragazza di 15 che sono felicissimi quest’anno della possibilità della scuola in presenza. Per questo vediamo con grande timore e anche dolore l’idea che possa ricominciare l’incubo dei casi positivi, i tamponi, gli isolamenti, le quarantene, la dad. Possibile che non esista un modo per scongiurare questo strazio?

Purtroppo, i protocolli anti-Covid negli istituti scolastici sono ancora quelli dello scorso anno: in caso di una persona risultata positiva nella classe, test e tracciamento dei contatti, isolamento dei malati e quarantena dei contatti della classe. Secondo gli studi, tuttavia, se a scuola c’è un positivo al Covid non è necessario isolare tutta la classe, ma basterebbe fare test rapidi sulla saliva ai contatti tutte le mattine e mettere in isolamento solo gli eventuali positivi. Questa procedura risulta ugualmente efficace per controllare la diffusione del virus e nello stesso tempo riduce i giorni di scuola persi. Anche perché tutti gli studi concordano che le scuole sono tra i luoghi più sicuri, mentre la chiusura delle scuole ha creato danni psicologici importanti ai bambini e adolescenti.

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