Consigli DOC: Un neonato con un dito in più

Chi è Carlo Alfaro.
Nato a Sant’Agnello (Napoli), vive a Sorrento. Pediatra, ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso l’Ospedale De Luca Rossano di Vico Equense.
E’ consigliere nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza. Appassionato di divulgazione scientifica e culturale, dal 2015 è giornalista pubblicista.

La gioia immensa di essere diventata nonna dopo dieci anni di matrimonio di mia figlia è stata offuscata dal dispiacere che il piccolo, che peraltro sembra star bene, ha quella che hanno chiamato esadattilia postassiale, cioè una mano con sei dita. Cosa gli succederà ora, che rischi corre?

La presenza di un dito della mano soprannumerario non è così rara: interessa lo 0,2% della popolazione mondiale. E non è affatto una cosa grave. Più comunemente l’esadattilia è presente dal lato del mignolo (postassiale), meno comunemente dal lato del pollice (preassiale) e raramente tra le altre dita (centrale). Di solito è ereditaria, anche se non tutti i portatori del gene esprimono l’anomalia, oppure persone colpite della stessa famiglia possono avere il dito soprannumerario a carico di estremità diverse.

La prima cosa da escludere è che il fenomeno rientri in una sindrome, cioè sia associato ad altre malformazioni. L’intervento di rimozione del dito in più viene programmato alla nascita o durante la prima infanzia. Il bambino avrà vita del tutto normale per quanto attiene la funzionalità della mano.

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