Consigli DOC: Quando le piastrine vanno giù

Chi è Carlo Alfaro.
Nato a Sant’Agnello (Napoli), vive a Sorrento. Pediatra, ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso l’Ospedale De Luca Rossano di Vico Equense.
E’ consigliere nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza. Appassionato di divulgazione scientifica e culturale, dal 2015 è giornalista pubblicista.

Ho 21 anni e improvvisamente ho notato, senza che avessi nessun malessere, ecchimosi strane sulle braccia, sul torace, persino in bocca. Il mio medico vedendo le foto su whatsapp mi ha fatto subito fare emocromo e test della coagulazione, questi ultimi andavano bene ma le piastrine erano appena 20 mila! Mi hanno ricoverata subito e dall’esame del midollo osseo è risultato che ho la piastrinopenia autoimmune. Sono sollevata che non sia leucemia come si era temuto però vorrei avere qualche informazione in più su cosa mi aspetta, anche se ora col cortisone i valori stanno già salendo.

La piastrinopenia autoimmune è caratterizzata dalla drastica riduzione del numero di piastrine circolanti a causa della loro distruzione (e anche di quella delle cellule da cui originano nel midollo osseo, i megacariociti) da parte di autoanticorpi, cioè di una risposta immunitaria del corpo che erroneamente si rivolge contro i propri costituenti.
Di solito la malattia si risolve entro 3 mesi ma ci possono essere forme persistenti che durano tra 3 e 12 mesi e croniche oltre 12 mesi. Il rischio di cronicizzazione è maggiore se l’età alla diagnosi è superiore ai 10 anni. Il trattamento (con Immunoglobuline endovena o cortisonici per via orale) è di solito efficace. La splenectomia può essere risolutiva nelle forme croniche. Stai tranquilla, le cure ci sono!

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