Consigli DOC: Sindrome di Turner in adolescenza

Chi è Carlo Alfaro.
Nato a Sant’Agnello (Napoli), vive a Sorrento. Pediatra, ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso l’Ospedale De Luca Rossano di Vico Equense.
E’ consigliere nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza. Appassionato di divulgazione scientifica e culturale, dal 2015 è giornalista pubblicista.

Mia figlia di 14 anni da che ne aveva 5 ha ricevuto la diagnosi di sindrome di Turner a causa della bassa statura che stiamo abbastanza risolvendo con l’ormone della crescita, inoltre ha iniziato da poco la terapia ormonale con cerotto agli estrogeni per l’induzione della pubertà.
Tutto bene sul piano clinico ma ora sul piano psicologico mi sta dando problemi, è molto insicura, ansiosa e tende a chiudersi in se stessa.

Per tutte le malattie croniche l’adolescenza è una fase complicata. La maturazione del pensiero porta i giovani a richiedere spiegazioni più complete sulla propria malattia rispetto a quelle ricevute fino ad allora. È importante che la ragazza riceva risposte esaurienti e sincere sul suo stato di salute, su rischi e prospettive future, sulla possibilità di avere una vita affettiva e sessuale normale, dei figli.

Poi c’è il problema che già un adolescente sano si sente spesso inadeguato e in crisi nel momento in cui si confronta con temi quali il corpo che cambia, le relazioni con i pari, l’ambivalenza tra paura del distacco dai genitori e  voglia di indipendenza; a maggior ragione questa sensazione di insicurezza e disagio può colpire un giovane con una malattia cronica. Bisogna intercettare le paure e i dubbi del giovane e le strategie di risposta che possono essere disfunzionali, come scarsa aderenza alle cure e ai controlli, rabbia, aggressività, oppositività, ritiro in se stesso.

E’ consigliabile nel caso di vostra figlia che sta manifestando già un disagio intraprendere un percorso psicologico per far emergere vissuti, emozioni e difficoltà e recuperare risorse e potenzialità che la aiutino a raggiungere i propri compiti evolutivi, migliorare la qualità delle relazioni, soddisfare i propri bisogni e realizzare aspirazioni personali e obiettivi di vita.

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