Consigli DOC: Ipermetropia

Chi è Carlo Alfaro.
Nato a Sant’Agnello (Napoli), vive a Sorrento. Pediatra, ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso l’Ospedale De Luca Rossano di Vico Equense.
E’ consigliere nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza. Appassionato di divulgazione scientifica e culturale, dal 2015 è giornalista pubblicista.

Ho 45 anni e in seguito a un abbassamento della vista sono stato dall’oculista che mi ha detto che sono ipermetrope e mi ha prescritto gli occhiali, ma come è possibile se è una cosa congenita come mi ha detto che finora non ho mai avuto problemi?

L’ipermetropia è un difetto di refrazione che causa che la luce proveniente dagli oggetti non viene messa a fuoco perfettamente sulla retina, ma su un piano posto dietro ad essa. Ne consegue che la vista degli oggetti vicini risulta maggiormente sfocata rispetto a quelli lontani.
Il bambino e il giovane compensano il difetto con l’accomodazione (la capacità che ha il cristallino di mettere a fuoco modificando la sua forma all’interno dell’occhio), ma dopo i 40 anni questa capacità inizia a diminuire e ne consegue la sensazione di un peggioramento visivo e si rendono necessarie le lenti correttive. In effetti dunque il difetto è congenito ma solo con l’età la capacità di compensarlo viene meno e va corretto con gli occhiali.
I sintomi dell’ipermetropia nel soggetto giovane possono esserci solo come conseguenza dello sforzo dell’accomodazione per vedere bene da vicino, quali bruciore, lacrimazione, dolori degli occhi e mal di testa dopo la lettura, la scrittura, il lavoro al computer, ipersensibilità alla luce, strabismo.

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