Consigli DOC: Autosvezzamento

Chi è Carlo Alfaro.
Nato a Sant’Agnello (Napoli), vive a Sorrento. Pediatra, ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso l’Ospedale De Luca Rossano di Vico Equense.
E’ consigliere nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza. Appassionato di divulgazione scientifica e culturale, dal 2015 è giornalista pubblicista.

Quando inizierò lo svezzamento al mio bambino davvero posso fargli provare qualsiasi alimento, come mi suggerisce la mia pediatra che segue l’autosvezzamento?

L’auto-svezzamento significa lasciare che il bambino, compiuti i sei mesi, si svezzi da solo durante i pasti dei genitori, chiedendo e ottenendo piccoli assaggi di tutte le portate, spinto dalla sua naturale curiosità e dall’istintiva tendenza a imitare gli adulti.
Naturalmente, ciò richiede che le pietanze della famiglia siano cucinate in modo sano, con alimenti di prima qualità, scegliendo prodotti di stagione e cotture leggere, condimenti poveri di grassi, con poco o assente sale.

Inoltre, si deve tenere scrupolosamente sotto controllo il bambino durante l’assunzione del cibo per il rischio di soffocamento. Per dare il via all’autosvezzamento è importante aspettare che il bambino sia in grado di stare seduto bene da solo e che manifesti interesse nei confronti del cibo che mangiano i genitori.

Per quanto riguarda le preoccupazioni sulle eventuali reazioni allergiche a determinati alimenti, gli studi hanno dimostrato che non ha senso ritardare l’introduzione di determinati cibi potenzialmente allergizzanti nella dieta del bambino.

I vantaggi della pratica includono un miglior rapporto dei bambini col cibo, ispirato a maggior libertà, lo stimolo a migliorare la cucina per l’intera famiglia, il risparmio di tempo e spese.
Un rischio è che i cibi per gli adulti, a differenza del baby-food, non sono così rigidamente controllati per la presenza di contaminanti ambientali come microtossine e pesticidi.

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