L’infiammazione del naso: diagnosi, cura e prevenzione

 Gianfranco Vitiello1   Oliviero Rossi2  Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli Studi di Firenze. SOD di Immunoallergologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze

L’infiammazione di gola, naso e orecchio è un inconveniente molto comune nella vita di tutti i giorni, sia nei bambini che negli adulti. Per esempio, è noto che un bambino va incontro, in media, a 8 episodi di infezioni delle vie respiratorie ogni anno. Per questo motivo, è importante essere a conoscenza delle più comuni cause di queste affezioni, dei sintomi che possono accompagnare il loro decorso e di quando sia importante riferire al proprio medico i propri disturbi.

LE RINITI, LE RINOSINUSITI: DAL NASO TROPPO CHIUSO AL NASO CHE COLA TROPPO

Per rinite si intende un’infiammazione a carico delle mucose che rivestono le nostre cavità nasali. Si parla, invece, di rinosinusite quando questo processo si estende anche a livello delle mucose che rivestono i seni paranasali, delle strutture cavitarie piene di aria, che hanno un ruolo fondamentale di protezione ed alleggerimento di tutte le strutture che sono comprese nel nostro cranio.

Seni paranasali

Le rinosinusiti possono essere divise in due principali forme: le forme infettive e non infettive. Le forme non causate da microbi possono essere divise a loro volta in forme allergiche e non allergiche.

Le rinosinusiti di origine infettiva sono talmente comuni che rappresentano la principale causa di assenza da scuola, o dal lavoro, nel caso degli adulti. È però sempre molto difficile individuare lo specifico germe che ne è causa. Bisogna ricordare che nella maggior parte dei casi la causa di queste infezioni è da attribuire a un’ampia varietà di virus respiratori, compreso il virus dell’influenza. In un caso su 4, invece, la causa è batterica.

Le riniti allergiche sono sempre più comuni nella popolazione generale e sono causate dagli allergeni (come per esempio i pollini). La causa più comune di rinite non allergica è invece quella vasomotoria, dove una alterata reattività del naso agli agenti esterni (a esempio gli irritanti), o cambiamenti bruschi della temperatura, possono portare alla sensazione di naso ostruito o naso che cola.

Le manifestazioni cliniche più comuni sono rappresentate dall’ostruzione nasale, dalla ipersecrezione e dagli starnuti, che solitamente sono in qualche modo combinati tra loro. In particolare, la congestione del naso può interessare entrambe le narici, o più comunemente una narice alla volta, secondo il cosiddetto “ciclo del naso”. Invece, nelle forme con secrezione vi è la rinorrea, ovvero l’escrezione di muco che può variare nel suo colore e nella sua densità, passando dal bianco al giallastro, fino a diventare francamente verde nelle forme purulente. Quando a questi sintomi si associa la presenza di dolore a livello degli zigomi e della fronte, o un vero e proprio mal di testa, è molto probabile che si sia sviluppata una sinusite. Mal di gola, tosse e febbre possono accompagnare la rinite, come avviene nelle comuni sindromi influenzali. Nel bambino è molto più comune il precoce interessamento dell’orecchio medio, con la conseguente comparsa di otalgia (mal d’orecchio).

Le forme allergiche presentano gli stessi sintomi, ma molto più spesso si associano alla congiuntivite allergica, con sensazione di prurito all’occhio e lacrimazione e fastidioso prurito nasale. Inoltre, gli starnuti sono molto più frequenti, spesso in rapida successione, soprattutto dopo essere stati esposti all’allergene. 

La diagnosi di queste forme, seppur comuni, non è sempre facile. Infatti, non è quasi mai possibile isolare e conseguentemente identificare l’agente che ha causato la comparsa della rinite o della rinosinusite. Per questo motivo, è importante parlare con il vostro medico curante e descrivere la vostra sintomatologia con attenzione, concentrandosi su:

  • Durata dei sintomi: secondo le principali Linee Guida Internazionali, esistono delle spie che possono permetterci di capire se la rinite sia causata da virus, piuttosto che da batteri. Una durata dei sintomi superiore a 10 giorni, oppure un peggioramento dei sintomi dopo 3-4 giorni dal loro inizio, sono indizi di un’eventuale origine batterica dell’infezione;
  • Frequenza dei sintomi: la stagionalità o la periodicità dei sintomi può permettere al medico di sospettare un’origine allergica della rinite e di poterla distinguere dalle forme vasomotorie.

Nel caso si sospetti una forma allergica, il medico curante prescriverà una visita specialistica da un Allergologo, che potrà ritenere opportuno sottoporre il paziente ad alcuni test, sulla cute o sul sangue, per identificare l’allergene o gli allergeni che sono causa dei sintomi. In base a quanto detto prima, la terapia della rinosinusite può essere molto variabile.

Forme infettive

Nei casi in cui il medico curante sospetti una forma infettiva batterica, è sempre necessario essere sottoposti ad una corretta terapia antibiotica, solitamente per via orale, con una durata che può variare dai 3 ai 10 giorni, a seconda dell’antibiotico impiegato. Soltanto in questo modo sarà possibile evitare le complicanze e risolvere al più presto il problema. Nelle forme virali, invece, la terapia antibiotica non è necessaria.

Forme non infettive

Le forme allergiche possono essere trattate con spray nasali a base di farmaci anti-infiammatori di tipo steroideo, che risultano adatti anche per i bambini, visto il loro scarso o nullo assorbimento a livello del circolo sanguigno. Questa terapia può essere accompagnata, in base alla gravità dei sintomi, con i nuovi anti-istaminici orali, anche questi sicuri sia nel bambino che nell’adulto. Anche nelle forme vasomotorie, i gli steroidi locali nasali sono di fondamentale importanza per il controllo dei sintomi.

Il controllo dei sintomi

I sintomi di una rinite possono essere molto fastidiosi e possono avere un impatto notevole sulla qualità della vita di chi ne è affetto, soprattutto nelle forme croniche. L’uso dei cosiddetti decongestionanti nasali deve essere assolutamente limitato a pochi giorni per evitare la comparsa dei loro effetti collaterali, come ad esempio l’ipertrofia della mucosa nasale (aumento di spessore).

In questi casi possono, invece, essere di aiuto le terapie sintomatiche di tipo non farmacologico.

I lavaggi nasali con soluzioni saline, isotoniche o ipertoniche, possono aiutare le vie respiratorie a liberarsi delle fastidiose secrezioni presenti, umidificando e idratando la mucosa nasale.

Nel caso delle soluzioni con acqua di mare, la presenza di alcuni sali minerali, come ad esempio rame, zinco, manganese e magnesio, può contribuire ad un certo effetto anti-infiammatorio, riducendo quindi la gravità del sintomo. Le soluzioni saline possono essere impiegate sotto forma di flaconcini monodose, soprattutto nei bambini, ma anche attraverso dispositivi spray, che grazie a pressioni adeguate permettono un corretto lavaggio delle cavità nasali.

Al contrario dei decongestionanti nasali, i prodotti a base di soluzione salina possono anche trovare un impiego a lungo termine.

Una corretta igiene delle vie aeree superiori può essere di qualche aiuto nel prevenire l’insorgenza delle forme infettive. La corretta umidificazione degli ambienti domestici con l’eliminazione degli agenti irritanti, primo su tutti il fumo di sigaretta attivo e passivo, è sicuramente positiva. Una corretta igiene respiratoria quotidiana, atta a mantenere le vie aeree libere, pulite e idratate può contribuire nel processo preventivo. Per questo motivo, lavaggi nasali quotidiani con soluzione solitamente isotonica, possono essere indicati soprattutto nelle persone con episodi rinitici ripetuti, come ad esempio avviene nei soggetti allergici.

 

 

 

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