Microbiota e salute orale: Una nuova frontiera

Arrigo F. Cicero
Presidente della Società Italiana di Nutraceutica (SINut).

Il numero totale dei microbi che in condizioni di salute colonizzano il corpo umano è di gran lunga superiore al numero di cellule che lo compongono. Negli ultimi anni si è compreso come questi batteri svolgano usualmente un numero importante di azioni fondamentali per il mantenimento della salute umana.

Da un punto di vista quantitativo, gli organi dove i batteri sono più concentrati sono l’intestino e la pelle.

A livello dell’intestino la presenza dei batteri consente di mantenere un adeguato transito (per frequenza, consistenza delle feci, etc.), una normale funzione del sistema immunitario, la sintesi di alcune vitamine, la disintossicazione da diversi tipi di tossine (in qualche modo smaltite dai batteri “buoni ”), prevenzione di alcune “intolleranze/ allergie ” alimentari, e la preservazione dell’integrità della parete intestinale (la cui alterazione sembra associata a maggiore rischio di sviluppare sovrappeso/obesità e diabete di tipo 2). Tuttavia i batteri intestinali hanno un loro primo passaggio alla nascita dal cavo orale, al momento della nascita e con l’allattamento al seno.

Quindi la bocca ha una sua flora batterica specifica, spesso dimenticata, che contribuisce ancora una volta alla salute di denti e gengive. La presenza di microbi bilanciati nel cavo orale inibisce l’infezione da parte di batteri “negativi”, facilita la risposta immunitaria locale e la ricostruzione dei tessuti eventualmente danneggiati.

Al contrario, un’alterazione della flora batterica orale comporta una maggiore predisposizione ad alitosi e ad infiammazione ed infezioni gengivali e sviluppo di carie, fino ad arrivare alla paradontite.

I fattori che influenzano negativamente la flora batterica orale sono diversi:

  • reflusso gastro-esofageo (risalita dell’acido normalmente prodotto dallo stomaco lungo l’esofago fino alla gola),
  • utilizzo protratto di prodotti contenenti antisettici o antibiotici,
  • una dieta sbilanciata ricca in zuccheri semplici
  • una scarsa igiene orale.

Alcuni studi clinici recenti sembrerebbero suggerire che sia possibile farlo, esattamente come quando lo si fa con l’intestino. Alcuni probiotici (batteri “buoni”) assunti per bocca possono infatti facilitare il ribilanciamento delle forze in campo. In particolare alcuni ceppi di batteri (lattobacilli, bifidobatteri) sembrano in grado di accelerare la guarigione da infezioni batteriche del cavo orale (compresa l’infezione da candida, il così detto “mughetto”) e ridurre la predisposizione alla formazione di carie.

In particolare questi batteri eserciterebbero un’azione antinfiammatoria locale, inibirebbero il legame e la proliferazione di batteri “cattivi” alla mucosa del cavo orale (specie a livello gengivale), equilibrerebbero il grado di acidità della bocca e disorganizzerebbero il velo di batteri che tende ad avvolgere il dente facilitando il processo di formazione delle carie.

Nei bambini in età scolare è già stato dimostrato che la supplementazione con probiotici è in grado di ridurre significativamente il rischio di carie, con importanti conseguenze in termini di disagio per i bambini e costo delle cure. Il tutto apparentemente senza nessun effetto collaterale o controindicazione specifica!
Ovviamente i dati entusiastici a nostra disposizione sono ancora preliminari, ma considerando i numerosi effetti positivi della supplementazione con probiotici sul benessere del nostro intestino (e non solo) e che gli stessi probiotici attivi sull’intestino lo sono sul cavo orale, la supplementazione con probiotici può essere un mezzo per migliorare lo stato di salute della bocca.

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