I benefici dell’osteopatia

Paolo Camisasca 1, Alessandro Mariotti 2
1 Osteopata D.O, Milano. Membro ROI (Registro degli Osteopati d’Italia);
2 Osteopata D.O, Milano. Membro ROI.

L ’osteopata è un professionista sanitario riconosciuto dalla Legge n. 3 dell’11 Gennaio 2018, che utilizza le proprie conoscenze sul rapporto tra struttura e funzione per ottimizzare le capacità di autoregolazione e di autoguarigione dell’organismo.

Tale approccio olistico (globale) nei confronti della cura e della guarigione dei pazienti si basa sull’idea che un essere umano rappresenti un’unità funzionale dinamica, nella quale tutte le parti sono interconnesse.

Una componente essenziale sanitaria della cura osteopatica è rappresentata dal trattamento manipolativo osteopatico (OMT, Osteopathic Manipulative Treatment), vale a dire tecniche manipolative che si possono combinare con altri trattamenti o consigli su alimentazione, attività fisica e postura, o su consulenze in generale (counseling).

Questa definizione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in sostanza delinea l’osteopata come un professionista sanitario che utilizza prettamente la terapia manuale allo scopo di permettere al corpo di ritrovare la sua salute, rimuovendo gli ostacoli definiti “disfunzioni somatiche”.

Quando si pensa all’osteopata viene in mente una figura che abbia a che fare con le ossa, non essendo del tutto scorretta questa visione, è tuttavia piuttosto riduttiva, rispetto a quello che comprende il campo d’applicazione di questo professionista.

L’osteopata, infatti, tramite l’approccio olistico che lo contraddistingue, può andare ad agire su moltissime situazioni che compromettono la funzionalità di numerosi apparati del nostro organismo ed anche la qualità della vita dei pazienti:

  • Dolori muscolari e articolari, come cervicalgie e lombalgie ed alcuni mal di testa, in particolare quelli di origine muscolo tensiva
  • Problematiche da compressione nervosa, come nel caso di alcune sciatalgie e brachialgie, o nella sindrome del tunnel carpale
  • Situazioni da compressione vascolare, come quelle provocate dalla sindrome dello stretto toracico
  • Traumi, come a seguito di colpi di frusta e di distorsioni
  • Gestione dello stress
  • Disturbi del sonno
  • Problemi viscerali (disturbi gastrointestinali):
    – Reflusso gastroesofageo
    – Dolore addominale
    – Stitichezza
  • Mobilità delle strutture respiratorie:
    – Miglioramento della condizione in pazienti asmatici
  • Apparato stomatognatico:
    – Problematiche temporo-mandibolari
    – Fenomeno del bruxismo (digrignamento dei denti)
  • Patologie vestibolo-cocleari:
    – Vertigini
    – Acufeni somato-sensoriali (percezione di suoni in assenza di rumori esterni)
  • Cicatrici:
    – Controllo del dolore, riduzione della sintomatologia
  • Affaticamento visivo causato da problematiche fasciali, durali o posturali
  • In Pediatria:
    – Irrequietezza immotivata
    – Coliche addominali
    – Plagiocefalia (nel neonato, modificazione della testa per il mantenimento prolungato nella stessa posizione)
    – Problematiche posturali
  • Gravidanza:
    – Adattamento del corpo a seguito delle modifiche posturali
  • Attività sportiva:
    – Miglioramento della performance
    – Prevenzione degli infortuni

Prevenzione

Si può andare inoltre dall’osteopata in un’ottica di prevenzione, per mantenere e migliorare il proprio stato generale di salute, anche in assenza di qualsiasi disturbo.

Molti pazienti comprendono questo aspetto e tornano dall’osteopata periodicamente, per continuare a sentirsi bene ed evitare ricadute.

Come lavora un osteopata?

Al contrario di quello che si potrebbe pensare, l’osteopata non si occupa solo di manipolare con manovre che fanno sentire il tipico schiocco articolare, ma possiede un modus operandi ben più ampio, che comprende principalmente quattro grandi tipologie di approccio:

  • Muscolo-Scheletrico
  • Mio-fasciale
  • Viscerale
  • Cranio-Sacrale

Il suo obbiettivo, al contrario di altre figure, non è trattare il sintomo, ma la causa che lo provoca. Per questo, l’osteopata ricorre ad un approccio prettamente manuale, senza farmaci o altri strumenti che caratterizzano invece altre figure sanitarie.

Com’è strutturata la visita dell’osteopata?

La visita si compone principalmente di quattro fasi:

  • Anamnesi
  • Esame differenziale
  • Valutazione
  • Trattamento osteopatico

Chiaramente, l’anamnesi e l’esame differenziale non hanno alcuna valenza sanitaria o diagnostica, poiché questa è esclusivamente di pertinenza medica, ma possono dare indicazioni molto utili per agire in sicurezza.

Eseguita la valutazione, si passa al trattamento, che sarà individuale per ogni paziente.

Una volta terminato il trattamento, si rivaluta il paziente per notare eventuali modifiche.

Infine si spiega al paziente che nelle successive 24-48 ore potrebbero presentarsi alcuni disturbi, prevedibili e non allarmanti, che sono legati alle strategie di riadattamento che il corpo attua in risposta al trattamento.


Letture consigliate
• Legge 11 Gennaio 2018, n. 3 – Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della Salute (Gazzetta Ufficiale della Repubblica del 31-1-2018, Serie generale – n. 25). • WHO – World Health Organization 2010 – Benchmarks for training in traditional / complementary and alternative medicine: benchmarks for training in ostheopathy. ISBN 978 92 4 159966 5.

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