Consigli DOC: I cibi ultra-lavorati e un gozzo fastidioso

Con l’ultimo numero di Salutepertutti.it, è nata la nuova rubrica “Consigli DOC”, nella quale i nostri lettori possono scriverci i loro dubbi per essere guidati ad acquisire le informazioni utili a compiere scelte più consapevoli sui loro problemi e ad intraprendere azioni volte a proteggere e promuovere la propria salute e benessere.
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No ai cibi ultra-lavorati

Sono una nonna di ben otto nipotini di varia età (da tre figli) e mi sento sconfitta dal fatto che disdegnano i miei tentativi di cucinare per loro ricette della tradizione a favore di cibi strani e moderni, come convincerli?

Effettivamente, è dimostrato che consumare cibi ultralavorati (detti anche ultraprocessati) da bambini si associa a maggior rischio di numerose malattie in età adulta, come obesità, diabete, dislipidemie, malattie cardio-vascolari, tumori, oltre ad aumentare il rischio di mortalità prematura. Si tratta essenzialmente di cibi molto ricchi di sale, zucchero e grassi, con scarso valore nutrizionale (“cibo spazzatura”), che spesso crea dipendenza interferendo con i circuiti cerebrali del piacere.
Purtroppo, proprio l’Italia che è la patria della dieta mediterranea ha tra le più alte percentuali in Europa di scarsa aderenza dei bambini a questo regime universalmente riconosciuto come il più salutare. Certamente, non esiste una ricetta infallibile per convincere i bambini ad alimentarsi in modo sano, ma tra le strategie da adottare vanno considerati: dare il buon esempio condividendo le stesse pietanze a base di cibo sano, evitare di acquistare e tenere in casa cibo di scarsa qualità, incoraggiarli a una vita attiva e all’aria aperta per evitare che mangino per noia o siano influenzati nelle loro scelte dalle pubblicità televisive e per contrastare la sedentarietà, coinvolgerli nella spesa, nella cucina e nella preparazione della tavola in modo che sentano proprie, e non come imposte, le scelte alimentari della famiglia. Ricordiamo che le abitudini alimentari assunte da piccoli con molta probabilità si conserveranno per tutta la vita. Una responsabilità in più per educare i giovani a una sana e corretta alimentazione.

Un gozzo fastidioso

Sono un’insegnante di 58 anni. Da alcuni anni in seguito a un rigonfiamento del collo mi è stato diagnosticato un gozzo diffuso, che in base a scintigrafia ed esami ormonali risultò eutiroideo. Attualmente però mi dà fastidio a respirare, ingoiare e persino parlare, come se avessi un corpo estraneo alla gola. Può essere successo che ha alterato la funzione della ghiandola e ho una disfunzione tiroidea? Il mio medico dice di no e che devo operarmi ma io non mi sento sicura.

I suoi sintomi sono tipicamente da aumento del volume della tiroide con compressione meccanica delle strutture sottostanti (faringe, laringe, trachea). Deve consultare un chirurgo della tiroide che, essendo lei sintomatica, con molta probabilità indicherà l’intervento, che non deve temere. Non mi ha riferito sintomi di ipotiroidismo (es. aumento di peso, pallore, viso gonfio, lingua ingrossata, voce roca, cute fredda, edematosa e arida, capelli radi e sopracciglia scarse, sonnolenza, stanchezza, costipazione, intolleranza al freddo, dolori e rigidità articolare, bradicardia, riduzione della memoria e dell’udito, aumento di colesterolo e trigliceridi) o di ipertiroidismo (es. sudorazione eccessiva, cute calda e umida, tremori, perdita di peso, astenia, nervosismo, ansia, eccitabilità, iperattività, cambi di umore, agitazione, insonnia, tachicardia e aritmia, ipertensione), ma sicuramente il tireologo per sincerarsene le farà ripetere i dosaggi di TSH e di T3 e T4 in forma libera (da preferire al dosaggio delle concentrazioni totali perché i valori non sono influenzati dalla quantità di proteine plasmatiche leganti gli ormoni tiroidei).

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