Consigli DOC: Un bambino che non dorme

Chi è Carlo Alfaro.
Nato a Sant’Agnello (Napoli), vive a Sorrento. Pediatra, ricopre l’incarico di Dirigente Medico di Pediatria presso l’Ospedale De Luca Rossano di Vico Equense.
E’ consigliere nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza. Appassionato di divulgazione scientifica e culturale, dal 2015 è giornalista pubblicista.

Siamo due genitori disperati di un bellissimo bambino di tre anni che esattamente da quando è nato non dorme mai una notte di fila pur stando benissimo. Le abbiamo provate tutte, inizialmente pensavamo stesse male, coliche, intolleranza al latte, denti sono state le ipotesi, alla fine la pediatra ci ha detto che questo è il suo temperamento. Ovviamente niente da fare anche con melatonina e calmanti naturali.

Sì è vero, fare fatica a d addormentarsi e a mantenere il sonno notturno sono legati al temperamento individuale, ma possono essere influenzati favorevolmente da atteggiamenti, comportamenti e abitudini che nell’insieme definiscono una corretta igiene del sonno. Per prima cosa, gli orari: mantenere costante e regolare nel tempo la routine del sonno, intesa come orario di andata a letto la sera (entro le 21) e di risveglio al mattino, compresi i weekend. Evitare anche di far dormire il bambino troppo a lungo nel pomeriggio. E’ importante saper riconoscere i segnali di sonno per mettere il bambino a letto al momento giusto, quando è stanco. E’ buona regola far dormire il bambino sempre nello stesso ambiente, es. nel suo lettino. Non è bene farlo addormentare in ambienti diversi, come sul divano mentre si guarda la televisione o in braccio o in altri luoghi per poi metterlo nel lettino. Deve associare il letto con il sonno.

Assicurarsi che la camera da letto sia adeguata e confortevole per dormire: ambiente ben climatizzato, con una temperatura fresca, attorno ai 18-20 gradi. Scegliere un pigiama in cotone traspirante, lenzuola di cotone fresche e cambiate di frequente, profumate di lavanda, fragranza che riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Controllare che la stanza sia senza rumore. Almeno 30 minuti prima di mettere a letto i bimbi la casa dovrebbe scivolare nel silenzio. Eventualmente diffondere una musica dolce e monotona di sottofondo con effetto rilassante. Se si vive in una zona molto rumorosa e trafficata, si può utilizzare il cosiddetto “rumore bianco” che si può produrre con ventilatore, phon o aspirapolvere o trovare su youtube: si tratta di un rumore di fondo che con la sua omogeneità e continuità aiuta il cervello a rilassarsi, imitando i rumori ascoltati attraverso il liquido amniotico nella vita prenatale. Creare un ambiente poco illuminato.

Tenere spenti computer, televisione, cellulare. Evitare di eccitare la mente prima di andare a dormire: no ad attività fisica, cellulare, video-giochi, computer, tablet o Tv per almeno un’ora prima di coricarsi. Cenare almeno due ore prima di coricarsi e non assumere pasti serali copiosi e ricchi di grassi (la digestione non aiuta il sonno). Evitare l’assunzione serale di sostanze stimolanti quali cioccolata e thè,  mentre sono di aiuto alimenti che contengono triptofano, precursore della serotonina (pollo e tacchino, uova, pesce, latte, yogurt, formaggi). Non mangiare durante i risvegli notturni. Possono aiutare piccoli rituali ripetuti ogni sera come ad esempio lavarsi i denti assieme ai genitori, fare un bagno caldo, preparare lettino e pigiama, leggere una fiaba, cantare una ninna nanna.

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