Consigli DOC: Lo schermo per far mangiare i bambini e l’età giusta per il vaccino AstraZeneca

Con l’ultimo numero di Salutepertutti.it, è nata la nuova rubrica “Consigli DOC”, nella quale i nostri lettori possono scriverci i loro dubbi per essere guidati ad acquisire le informazioni utili a compiere scelte più consapevoli sui loro problemi e ad intraprendere azioni volte a proteggere e promuovere la propria salute e benessere.
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Lo schermo per far mangiare i bambini

Ho notato che sempre più bambini tra i 2 e i 6 anni hanno la pessima abitudine di mangiare solo se “incantati” da un tablet. Quel che è peggio, sono assolutamente consapevoli del potere che hanno sui loro genitori, che, pur di vederli mangiare tutto, cedono al ricatto innescando un processo che si protrae per anni. Quali sono i danni che questo comportamento può provocare?

Il problemi che segnali rientra nella difficoltà dei genitori di oggi a stabilire delle regole e delle norme di condotta o di gestire emozioni e frustrazioni dei propri figli, per cui ne diventano sempre più succubi, quasi avessero paura delle loro reazioni. Questo atteggiamento dei genitori rischia di generare nel bambino dipendenza dallo schermo, rapporto distorto col cibo (che è alla base dei disturbi alimentari, non a caso ad insorgenza sempre più precoce) e insofferenza verso qualunque proibizione. Invece tablet e smartphone non dovrebbero essere proprio usati fino a due anni e dopo con parsimonia, mai prima di andare a dormire per non interferire col sonno e mai durante pasti perché il cibo deve essere assunto con consapevolezza, ben assaporato, masticato, gustato. Inoltre il bambino nel momento dell’alimentazione deve sperimentare l’interazione sociale con chi si prende cura di lui, una comunicazione affettiva che viene spazzata via dall’intruso, il video sul web.

Da che età il vaccino di Astrazeneca

Sono Vanessa, 22 anni. Non ho particolari patologie. Ho la possibilità di effettuare il vaccino AstraZeneca perché la mia Regione organizza degli open-day, me lo consiglia?

Secondo l’ultimo documento dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), chi ha già eseguito la prima dose di Vaxzevria può eseguire la seconda senza rischi. Invece la sicurezza della prima dose nei soggetti di età inferiore a 60 anni rimane ancora da definire. Soprattutto per le donne. Il Gruppo di Lavoro Emostasi e Trombosi ha concluso che effettivamente esiste correlazione tra i vaccini a vettore virale Vaxzevria (AstraZeneca) e Janssen (Johnson & Johnson) ed eventi trombotici in sedi atipiche (trombosi dei seni venosi cerebrali e/o del distretto splancnico) associati a piastrinopenia e con decorsi clinici di particolare gravità. L’insorgenza è tra 5 e 21 giorni dopo la vaccinazione. Il meccanismo sarebbe la produzione di auto-anticorpi contro il Platelet Factor 4, con attivazione delle piastrine e sviluppo di un quadro pro-trombotico simile a quello che si osserva in corso di piastrinopenia da eparina. La predisposizione a tale reazione non è svelabile da esami o prevenibile con farmaci. Per tali motivi l’Aifa ha raccomandato l’uso preferenziale del Vaxzevria e del Janssen in persone di età superiore a 60 anni.

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