Salute delle donne: con la pandemia diminuiscono le visite e aumentano i piccoli disturbi

Una ricerca di Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, condotta in collaborazione con Human Highway ha evidenziato che la pandemia da COVID-19 ha trasformato abitudini e stili di vita delle donne di tutte le età, con conseguenze sulla loro salute.

I risultati dell’Indagine sono stati recentemente presentati dalla Prof.ssa Rossella Nappi, Professore ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Pavia, e dalla Senatrice Paola Boldrini, Vice Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato.

Proprio a causa delle restrizioni, e delle preoccupazioni conseguenti, 

  • il 57% delle donne ha sofferto più del solito di disturbi legati allo stress (come insonnia e tensioni muscolari),
  • il 42% ha avvertito un aumento del gonfiore delle gambe e il 35% del mal di testa.

Proprio il mal di testa (65,4%) rappresenta il disturbo più diffuso seguito da tensioni muscolari e insonnia (57,9%), e dai problemi gastrointestinali (43%).

Il lockdown non solo ha avuto un impatto diretto sulla salute quotidiana delle donne, ma il 54% delle italiane ha rimandato almeno una visita o un controllo di salute: il 30,8% ha posticipato un solo controllo mentre il restante 26,2% ne ha rimandato più di uno. Dai dati emerge che sono le donne tra i 35 e i 54 anni ad aver trascurato maggiormente la propria salute nel periodo di pandemia.

La Professoressa Nappi ha affermato: “Disattendere i controlli per paura di infezioni da COVID-19 può avere varie implicazioni per la salute delle donne. In questo caso l’automedicazione può rivelarsi un valido alleato per la gestione dei piccoli disturbi intimi, come vaginiti e infiammazioni promuovendo un’educazione all’automedicazione per riconoscere i piccoli disturbi. In ogni caso però –   specie se i disturbi si protraggono per un periodo più lungo – non va tralasciata l’importanza di un consulto specialistico – che ora può avvenire anche in modalità telematica – e, soprattutto, non vanno disattesi gli screening di prevenzione”.

Il ricorso ai farmaci di automedicazione – riconoscibili grazie al bollino rosso che sorride sulla confezione – rimaneil primo rimedio per il 52,9% delle donne (+2,8 punti percentuali rispetto al 2008)Per chiedere informazioni e consigli per la gestione di piccoli disturbi di salute, il medico curante (34,4%) e il farmacista (29%) rappresentano per l’universo femminile gli interlocutori importanti.

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