1° Ottobre 2021: Giornata Internazionale delle Persone Anziane

Il 1° Ottobre è un’occasione per celebrare i nostri anziani, riconoscendo le loro esigenze e le sfide che affrontano nella vita quotidiana. Uno degli obiettivi delle Nazioni Unite per le nostre persone di età più avanzata è condurre una vita piena, inclusiva e più sana. Godere di un buon udito, in modo da mantenere le relazioni sociali con amici e familiari, è un aspetto molto importante per raggiungere tale obiettivo.

Il buon udito in età avanzata: un fattore cruciale per la qualità della vita e per la salute

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), più del 25% delle persone sopra i 60 anni soffre di problemi uditivi – dato che sale a oltre il 45%, se si considerano gli ultraottantenni. Poiché la durata della vita continua ad aumentare, aumenterà nel tempo anche la proporzione di persone che soffre di deficit uditivo. L’OMS prevede che, nel 2050, 700 milioni di persone nel mondo vivranno con una perdita uditiva gravemente limitativa.***

Cause della perdita dell’udito negli anziani

La riduzione e poi la perdita dell’udito associate all’età sono generalmente considerate un effetto inevitabile dell’invecchiamento. Danneggiano inoltre l’udito anche malattie tipiche che si manifestano con l’avanzare degli anni: patologie cardiovascolari, diabete, ipertensione e arteriosclerosi. Nel corso della vita, anche i rumori di particolare intensità (traffico o musica ad alto volume) hanno un effetto dannoso.

Di solito, sono parenti e amici a notare per primi la perdita progressiva dell’udito. Il peggioramento è molto graduale e le persone colpite inizialmente compensano senza rendersene conto, adattandosi alla capacità uditiva che cambia e convivendoci.

Segnali tipici della perdita uditiva negli adulti

  • Aumento del volume delle fonti sonore quotidiane (televisione, radio, impianto musicale);
  • Richiesta alle persone con cui si dialoga di ripetere le parole durante la conversazione;
  • Riscontro di difficoltà nelle conversazioni telefoniche;

Rinuncia deliberata alla socializzazione e a discussioni tra le persone: è difficile seguire la conversazione, perché voci e rumore di fondo creano confusione.

Dai risultati di un recente sondaggio condotto da MED-EL, leader mondiale nelle soluzioni per l’udito, emerge quanto le “conversazioni con i propri cari” siano prioritarie nella lista dei suoni quotidiani che mancherebbero di più alle persone, se perdessero l’udito.

Sentire le voci dei propri cari, avere una conversazione stimolante, ascoltare i suoni della natura e degli ambienti circostanti, godere dell’ascolto di buona musica: tutti questi suoni arricchiscono la vita quotidiana e sono momenti di gioia che gli anziani, nello specifico, riescono ad apprezzare profondamente. Inoltre, l’udito è in grado di mantenere attive le nostre capacità cognitive, migliora la memoria a breve termine e i tempi di reazione.

Nella maggior parte delle persone, la perdita dell’udito insorge intorno a 50 – 60 anni. Eppure, prima di intervenire o di ricorrere ad apparecchi acustici o impianti, l’attesa media è di 10 anni.

L’importanza di riflettere sulla salute dell’udito e sui controlli tempestivi

Stefan Zimmer, Segretario Generale dell’Associazione Europea dei Produttori di Apparecchi Acustici (EHIMA), riassume la situazione emersa dai dati di 11 Paesi*, secondo i quali circa tre persone affette da ipoacusia su quattro consultano un medico. Di queste, circa il 70% viene indirizzato ad uno specialista o ad un audiologo dopo la diagnosi medica e di queste, il 73% sceglie un apparecchio acustico. È proprio in questa fase che insorgono problemi, a causa di alti tassi di abbandono in fase di adattamento, tra le persone anziane con perdite uditive progressive: molte di loro preferiscono evitare le situazioni in cui si trovano in difficoltà, a causa della loro ipoacusia, piuttosto che adottare supporti tecnologici. Quello che temono maggiormente è il rifiuto sociale: eppure gli studi dimostrano che le persone che hanno una perdita uditiva non trattata vivono una maggiore stigmatizzazione di quelle che usano dispositivi acustici.

Tale stigma connesso al deficit uditivo stesso”, come spiega Diego Zanetti, Direttore UO Audiologia (Fondazione IRCCS Ca’ Grande, Ospedale Maggiore Policlinico e Università di Milano)  è visto come un segno di anzianità, di limitata capacità di comprensione, spesso anche associato alla ridotta capacità cognitiva. Al contrario, il deficit uditivo può essere trattato meglio se si ricorre, il più rapidamente possibile, alle opportune procedure tecniche e alla riabilitazione. La diagnosi tempestiva è essenziale per il successo dell’impianto: quanto più i ricordi delle parole e dei suoni sono chiari, tanto più semplice è per il cervello imparare a sentire e capire nuovamente. Questo ha tanto più valore, se si considera quanto rilevato da studi scientifici, che dimostrano l’insorgenza di un maggior rischio di demenza nelle persone con deficit uditivo. L’assenza di stimolazione uditiva cerebrale conduce a una degenerazione delle strutture nervose, prima nel “centro uditivo” e successivamente nell’area cognitiva. La perdita uditiva non trattata che comincia con la mezza età è pertanto un importante fattore di rischio per il declino cognitivo e la demenza.

Quali sono i rischi per la salute derivanti dalla perdita uditiva non trattata?

Le persone con ipoacusia sono penalizzate da barriere comunicative, uditive, isolamento e hanno difficoltà a concentrarsi. Inoltre, in età avanzata possono sussistere anche implicazioni dirette sulla salute, per difficoltà nella comprensione di spiegazioni e prescrizioni mediche, con il rischio di non seguire correttamente le terapie suggerite. Anche i rischi quotidiani aumentano: non sentire il suono degli allarmi antifumo o antincendio, il campanello di casa o il telefono, i rumori esterni (campanelli di biciclette o rumore di veicoli in arrivo). La perdita uditiva aumenta anche il rischio di cadere: una perdita uditiva anche lieve, di 25 decibel o più, aumenta di quasi tre volte il rischio di caduta, che si riduce considerevolmente per chi è portatore di apparecchio acustico. La perdita uditiva non trattata rende in particolare le persone anziane a maggior rischio di disabilità.

*Belgio, Danimarca, Germania, Francia, Italia, Norvegia, Polonia, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi e Regno Unito


Letture consigliate

-MED-EL International Survey 2019, 11.016 partecipanti. Data on file

-Livingston G, Huntley J, Sommerlad A. et al. (2020) Dementia prevention, intervention, and care: 2020 report of the Lancet Commission. The Lancet. 396(10248), 413-446.

-Rapporto mondiale dell’OMS sull’udito 2021

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.